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28/08/2026 09:58
La parità si avvicina, almeno nei numeri. Nelle università lombarde cresce la presenza femminile nelle discipline scientifiche, ma basta guardare dentro i singoli corsi per scoprire che le differenze restano ancora profonde. Parliamo delle cosiddette lauree Stem: scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Percorsi sempre più richiesti dalle imprese e centrali per settori come digitale, nuove tecnologie e ricerca.
A Milano il distacco si sta riducendo. Tra i laureati del 2025, in Bicocca le donne sono circa il 40%, mentre alla Statale sfiorano il 50%. A Pavia è arrivato addirittura il sorpasso: poco più della metà sono laureate, contro meno del 43% di dieci anni fa.
Un dato che però cambia molto entrando nelle singole facoltà. Nell’ateneo pavese la presenza femminile è particolarmente alta in biologia, scienze del farmaco e nell’area clinica. In ingegneria industriale, matematica, fisica e chimica continuano invece a prevalere gli uomini. Eppure, una volta intrapresi gli studi, i risultati ribaltano molti luoghi comuni: le studentesse conquistano più lodi e riescono più spesso a concludere il percorso nei tempi previsti.
Il nodo resta quindi soprattutto nella scelta iniziale, ancora influenzata da stereotipi che associano alcune materie più agli uomini che alle donne. Una distanza che rischia poi di farsi sentire anche nel mondo del lavoro, proprio mentre le aziende cercano sempre più competenze scientifiche e tecnologiche.