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03/09/2026 18:27
Milano ha ricordato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre del 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo.
Una commemorazione che quest’anno assume però un significato particolare, perché proprio mentre si ricordava Dalla Chiesa, a Milano riparte il percorso giudiziario legato al processo Hydra, l'inchiesta che ha acceso i riflettori sulla presenza e sulla collaborazione tra diverse organizzazioni mafiose in Lombardia.
E qui torna di grande attualità una delle intuizioni più lungimiranti del generale: oltre quarant’anni fa Dalla Chiesa aveva già messo in guardia sulla presenza della criminalità organizzata nel Nord Italia, quando molti ancora la consideravano un fenomeno confinato al Mezzogiorno.
Oggi quel confine non esiste più. Alla commemorazione hanno partecipato anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sindaco Giuseppe Sala e i figli del generale, Nando e Rita Dalla Chiesa.

Valori che, 44 anni dopo quella strage di Palermo, non appartengono soltanto alla memoria.

Perché forse l’eredità più attuale di Dalla Chiesa è proprio questa: capire un fenomeno prima che diventi evidente, e non smettere di cercare la criminalità anche dove si pensa che non possa esserci.