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28/09/2026 17:45
A San Siro, la prima cosa a sparire potrebbe essere proprio quella su cui per decenni i tifosi si sono seduti.
Inter e Milan prevedono infatti di smontare oltre 60 mila seggiolini del Meazza e di regalarli o venderli ai tifosi come ricordo. Quattro chili e mezzo ciascuno: in tutto, più di 270 tonnellate di plastica che potrebbero trasformarsi in pezzi di memoria.
Ma il vero conto della demolizione è molto più grande.

Prima delle ruspe bisognerà svuotare completamente lo stadio: cavi, impianti, tubature, apparecchiature elettroniche. Solo questa fase produrrà migliaia di tonnellate di materiali. Poi toccherà alla copertura: tra acciaio e strutture, quasi 20 mila tonnellate.
E infine arriverà la demolizione vera e propria: secondo il rapporto ambientale, circa 225 mila tonnellate di materiale, l’equivalente di quasi 94 mila metri cubi di macerie.
Per dare un’idea: se fosse possibile accumularle dentro il Pirellone, riempirebbero quasi tre quarti dell’edificio.
E il campo? Potrebbe diventare, temporaneamente, una gigantesca area di trattamento: cemento da frantumare, ferro da separare, mezzi al lavoro e acqua nebulizzata per contenere la polvere.
Il costo stimato per demolire e gestire questo enorme cantiere è di 127 milioni di euro.


Intanto il sindaco Giuseppe Sala guarda già oltre le ruspe e chiede che venga mostrato al più presto il nuovo progetto, con un obiettivo preciso: arrivare con il nuovo stadio agli Europei del 2032.

La partita, quindi, non è soltanto tra passato e futuro. È anche una corsa contro il tempo: da una parte c’è un San Siro da smontare, pezzo dopo pezzo; dall’altra, un nuovo stadio da costruire.