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25/09/2026 18:33
Non solo numeri e risorse impiegate, ma anche la ripartizione dei sostegni sociali tra cittadini italiani, comunitari ed extracomunitari. È il punto più delicato dell'interpellanza presentata dai consiglieri comunali di opposizione Francesca Miracca e Pierfelice Albini, che sarà discussa in Consiglio comunale in ottobre.
La richiesta di conoscere anche la nazionalità dei beneficiari di bonus e prestazioni economiche, abitative e assistenziali, erogati negli ultimi tre anni, rischia di aprire un fronte polemico: per alcuni osservatori, chiedere questo tipo di dato scomposto per cittadinanza rischia di alimentare una narrazione discriminatoria nei confronti degli stranieri.
I due consiglieri respingono questa lettura e circoscrivono la richiesta a un tema di trasparenza amministrativa: vogliono sapere quanti sono i beneficiari, quali risorse vengono impiegate e come sono ripartiti gli aiuti, senza voler trarre conclusioni precostituite.
Miracca e Albini, esponenti di Futuro Nazionale, sottolineano di non mettere in discussione il principio di solidarietà, ma di chiedere che questa sia accompagnata da regole, verifiche e controlli antifrode, affinché le risorse pubbliche vadano solo a chi ne ha effettivamente diritto.
Resta da vedere come risponderà l'amministrazione risponderà e se la richiesta diventerà motivo di scontro politico in aula.
La Corte Costituzionale, del resto, ha più volte ribadito che l'accesso alle prestazioni sociali essenziali deve essere garantito a parità di condizioni a tutti i residenti (italiani o stranieri purché muniti di regolare permesso di soggiorno), poiché legato allo stato di bisogno e non alla cittadinanza.
L'assegnazione degli aiuti avviene su graduatorie pubbliche basate principalmente sull'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE): chi ha un reddito o un patrimonio più basso ottiene un punteggio maggiore, indipendentemente dalla nazionalità.