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03/03/2026 15:21
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Dopo quasi due anni e mezzo, sono cadute tutte le accuse nei confronti dei due fondatori di Facility Live, l’azienda pavese nata per fare concorrenza a Google, prima del fallimento. È quanto stabilito dall’ultima udienza in tribunale a Pavia. I due imputati, Gianpiero Lotito e Mariuccia Teroni, erano accusati di non aver versato le ritenute d’acconto ai dipendenti negli anni di imposta 2021 e 2022.
Per questo capo di imputazione, erano stati quindi ammessi ai lavori di pubblica utilità al Piccolo Chiostro di San Mauro, l’associazione che assiste le persone più fragili. Nel periodo di messa alla prova hanno collaborato con il direttore della Caritas, don Franco Tassone, e presentato un progetto, che consisteva in una scuola di informatica rivolta a disoccupati da inserire nel mondo del lavoro. In buona sostanza, per riparare il danno, dovevano prestare le loro competenze al servizio della comunità. Il periodo di messa alla prova si è concluso positivamente, come accertato anche dall’Uepe, l’ufficio di esecuzione penale esterna, ovvero l’istituto che verifica l’effettivo svolgimento dei lavori di pubblica utilità. Tanto che si vocifera ci sarebbe l’intenzione di proseguire l’iniziativa nei prossimi mesi.
Il giudice Fabio Lambertucci ha dichiarato estinto il reato contestato ai due ex amministratori di Facility Live. Su richiesta dei legali Luca Algeri e Claudia Sclavi, sono stati inoltre dissequestrati i beni di proprietà dei due imputati. Due anni fa, la Guardia di Finanza di Pavia aveva disposto il sequestro preventivo di beni fino a un milione e 400mila euro. Una brutta pagina che, dal punto di vista penale, si è ora chiusa definitivamente.