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27/10/2026 14:48
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Un amore tormentato, segnato dalla gelosia e dalle minacce, dal quale aveva provato più volte a fuggire. Fino a quella che doveva essere l’ultima possibilità, ma che si è trasformata in una tragedia. È il racconto emerso lunedì nell’aula della Corte d’Assise di Milano durante la testimonianza di Solange Leal Barbosa, sorella di Sueli, la 48enne morta nella notte tra il 4 e il 5 giugno 2025, dopo essere precipitata dal quarto piano del suo appartamento in viale Abruzzi, mentre cercava di sfuggire a un incendio.
Sul banco degli imputati c’è Michael Pereira, 45 anni, accusato di omicidio volontario aggravato e incendio doloso. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato lui ad appiccare il fuoco nell’abitazione, dopo aver cosparso diverse stanze con sostanze acceleranti, per poi uscire e chiudere la porta dall’esterno.
Intrappolata tra le fiamme, Sueli aveva chiamato i soccorsi e aveva cercato riparo affacciandosi alla finestra della camera da letto, aggrappata alla balaustra e chiedendo aiuto. Ma il calore estremo e lo sfinimento l’avrebbero costretta a mollare la presa. La caduta da circa venti metri le è stata fatale.
Davanti ai giudici, Solange ha ripercorso i tre anni di relazione tra la sorella e Pereira, raccontando di un uomo possessivo, che pretendeva di controllarla anche attraverso continue videochiamate. La donna lo avrebbe lasciato più volte, salvo poi tornare da lui. Poco prima di morire, però, aveva confidato alla sorella di voler chiudere definitivamente quella relazione.
In aula era presente anche la madre della vittima, che oggi si prende cura del nipote adolescente rimasto senza la mamma. Pereira ha seguito la deposizione senza manifestare reazioni.
Il processo proseguirà il 20 gennaio con l’esame dell’imputato e i testimoni della difesa. Il 27 gennaio sono previste le conclusioni dell’accusa e delle parti civili. La sentenza è attesa per il 10 febbraio.