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06/10/2026 16:39
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Dai pattini ai libri, dagli atleti agli studenti. La fiaccola olimpica a Scalo Romana passa di mano e questa volta il cambio di testimone finisce direttamente sui muri. Tre nuovi murales raccontano la seconda vita del Villaggio Olimpico, pronto a lasciarsi alle spalle i Giochi senza cancellarne la memoria.
Sulle facciate delle palazzine, una pattinatrice di velocità stringe la torcia olimpica, circondata da scie colorate. Poco più in là, idealmente, a raccoglierla è uno studente: cambia la divisa, cambia la vita del Villaggio, ma resta il simbolo dei Giochi.
La terza parete completa il racconto con le fiamme multicolore e una parola, “Villaggio”, destinata a rimanere anche quando l’eco delle Olimpiadi sarà più lontana.
E il cambio di scena, in realtà, è già cominciato. Nelle strutture di Scalo Romana vivono oggi circa 1.300 ragazzi, il 60 per cento dei quali arriva da 80 Paesi del mondo. A regime i posti letto saranno 1.700.
Dopo aver ospitato atleti olimpici e paralimpici, dunque, il Villaggio entra nella sua seconda vita. E mentre intorno prenderà forma il nuovo quartiere di Scalo Romana, sui muri resta la memoria dei Giochi: una fiaccola che non si spegne, ma passa semplicemente nelle mani di chi arriva dopo.