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03/10/2026 16:37
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Cartelli alzati e portafogli vuoti in mano. È l'immagine scelta dagli insegnanti per denunciare stipendi che non tengono più il passo con il costo della vita. A Milano si sono ritrovati in piazza Duca d'Aosta, davanti alla Stazione Centrale, per un flash mob organizzato in contemporanea in diverse città italiane.
Una mobilitazione nata spontaneamente, che coinvolge docenti e personale ATA e punta i riflettori su buste paga che, denunciano gli insegnanti, si aggirano tra i 1.300 e i 1.500 euro al mese. Per ottenere uno scatto di anzianità da appena cento euro bisogna aspettare anche nove anni.
E in una città cara come Milano il problema si fa ancora più pesante. Molti insegnanti rinunciano a trasferirsi perché con questi stipendi non riescono a sostenere le spese, lasciando così cattedre scoperte.
Ma la protesta riguarda anche le ore di lavoro extra, le gite scolastiche, i mancati rimborsi spese e l'assenza di adeguate coperture assicurative.
La richiesta è quella di aumenti salariali, straordinari retribuiti e maggiori tutele. Perché, è il messaggio lanciato dalle piazze, la scuola non può essere considerata un settore di serie B.