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26/01/2026 19:51
Dopo l’incontro tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che hanno lanciato insieme una grande “Casa Riformista” per accogliere chi è rimasto scontento dal Pd, anche nel centrodestra si sta rafforzando l’intesa tra Forza Italia e Azione.
Il partito guidato da Carlo Calenda si trova ancora nella coalizione di centrosinistra, ma gli azzurri lo stanno corteggiando in vista delle prossime politiche e delle comunali a Milano, che si terranno entrambe nel 2027. D’altronde, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani lo aveva detto che, per vincere, Forza Italia deve rafforzare il controllo sul centro. Ed è per una possibile collaborazione che Calenda è stato ospitato dagli azzurri al Teatro Manzoni, dove il partito ha festeggiato 32 anni dalla sua fondazione.
Dal canto suo, il leader di Azione ha ribadito che valuterà la qualità del candidato sindaco di Milano in maniera oggettiva, ma ha anche criticato l’operato della giunta Sala, a suo dire piena di influenze di estrema sinistra. Inoltre, ha ribadito che difficilmente sosterrà una possibile ascesa del capogruppo del PD nel Pirellone, Pierfrancesco Majorino, a Palazzo Marino, perché figura troppo “estrema e ideologica”, preferendogli un civico con grandi capacità gestionali. Uno come Mario Calabresi, giornalista di Chora Media, per cui il leader di Azione ha profonda stima. Nessuna alleanza con Salvini, il cui incontro con Tommy Robinson, leader dell’ultradestra del Regno Unito, ha fatto storcere il naso sia a Calenda che a Tajani.
Majorino non ha tardato a rispondere al leader di Azione, ribadendo di non cedere di un millimetro sulle primarie in quanto, a suo dire, “la persona da candidare la devono scegliere le cittadine e i cittadini di Milano, non i veti, i controveti o i balletti”.
Non resta quindi che vedere se l’alleanza tra Calenda e il centrodestra si realizzerà e, qualora non dovesse, se il leader di Azione sarà ancora gradito all’interno del centrosinistra.