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17/09/2026 19:27
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Stava aspettando l’autobus 67 in zona Bande nere, a Milano, per andare a prendere i figli a scuola, in via Forze Armate. Quando tre ragazzi gli si sono avvicinati, attirati dai suoi abiti tradizionali, ed è iniziata una colluttazione. A denunciare la scena, il rabbino Shalom, 60 anni, responsabile della sinagoga Chabad di via Soderini 3, in zona Primaticcio.
Secondo quanto raccontato, i tre hanno attirato la sua attenzione dandogli qualche colpo sulla spalla, per poi sottrargli il cappello per goliardia così da provarselo, deridendolo e insultandolo. Al che, il rabbino ha estratto il telefono e ha deciso di filmare la scena. Visto il cellulare, i tre hanno deciso di allontanarsi. A un certo punto, uno gli avrebbe tirato un calcio all’altezza dell’inguine, facendolo spostare dal marciapiedi alla strada ma senza farlo cadere. La sicurezza della sinagoga, allertata da alcuni membri della comunità ebraica, li ha fatti scappare.
Per l’episodio, grazie ai video e alle foto del rabbino, sono stati fermati tre giovani, tutti italiani con origine nordafricana e tra i 19 e i 21 anni, a cui è stato consegnato un foglio di via per un anno. Due di loro sono stati denunciati, mentre il terzo, quello del calcio, 20enne con provenienza tunisina, è stato inizialmente arrestato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Ma dopo l’udienza per direttissima celebrata nel Tribunale di Milano, è stato liberato, con però l’obbligo di firma due volte a settimana. La giudice Sofia Fioretta ha riconosciuto l’odio religioso come motivo, ma uno dei tre, fuori dall’aula, ha respinto l’accusa.
La vicenda ha lasciato sgomenta la comunità ebraica di Milano, che denuncia sempre maggiori eventi di antisemitismo in città.
Il presidente Meghnagi, quindi, ha lanciato un appello alla prossima amministrazione.