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30/10/2026 15:49
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Quello di Francesco Ancona non è stato un suicidio, ma un omicidio. A dirlo la consulenza autoptica disposta dalla Procura della Repubblica di Pavia, sulla morte dell’uomo ritrovato senza vita con il cranio fracassato sulla strada che da Mortara porta a Ceretto. Tutto risale all’11 febbraio del 1987.
I nuovi accertamenti condotti da Cristina Cattaneo confermano quanto già emerso nel settembre di due anni fa, quando il caso è stato riaperto. La salma era stata riesumata dal cimitero di Castellamare del Golfo, in provincia di Trapani, dove l’uomo era stato sepolto. Il caso era stato archiviato come suicidio. Gli investigatori avevano ipotizzato che l’uomo si fosse fatto travolgere volontariamente da un camion, che però non è mai stato rintracciato.
Secondo quanto emerso ora dall’autopsia, le cause della morte sarebbero da imputare a una violenta aggressione da parte di terzi. L’uomo sarebbe stato colpito diverse volte alla testa con un oggetto contundente, dopo aver cercato invano di difendersi. In particolare, è stata ritrovata una lesione da difesa alla mano sinistra. Sarebbe morto dopo circa un’ora di agonia.
La consulenza ha rilevato come Francesco Ancona non soffrisse di depressione, smontando quindi l’ipotesi del suicidio. Le indagini hanno ricostruito l’anomalo stato di debolezza fisica negli ultimi giorni di vita, compatibile con l’ipotesi di avvelenamento. Inoltre è ritrovata della benzina sul corpo e sugli indumenti di Ancona. Gli aggressori avrebbero cercato di sbarazzarsene, senza riuscirci.
Già all’epoca del decesso, i figli di Ancona, che sono parte offesa nella nuova inchiesta, avevano sollevato dubbi sulla morte del padre. Risultano indagati la moglie di Ancona, Giovanna Navarra, e Domenico Scarfò, il presunto sicario, che all’epoca dei fatti frequentava la casa di famiglia. Il movente sarebbe legato alla scoperta di una relazione extraconiugale della moglie. Le indagini, conclude la nota del procuratore capo Fabio Napoleone, sarebbero vicine alla conclusione.