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04/11/2026 18:26
C’è un posto, in provincia di Pavia, dove la parola “Zandaland” non ha bisogno di spiegazioni. È Broni, dove Cecilia Zandalasini è nata il 16 marzo 1996 e dove i tifosi dei Viking hanno battezzato così la propria città. Da lì è partita la ragazza che oggi, a trent’anni, ha vinto il secondo titolo WNBA della carriera.
Cecilia a giocare a pallacanestro ha iniziato presto, sulle orme del papà e del fratello, entrambi giocatori e appassionati della palla a spicchi. A Broni le prime partite con i coetanei, poi le giovanili e la prima squadra nel 2012-13, ancora adolescente. Altezza e tecnica non passavano inosservate, ma a colpire erano soprattutto il suo talento e la sua costanza.
A vederla crescere è stato, tra gli altri, il suo allenatore Giuseppe Zucconi, che l’ha seguita dai primi passi nella palestra di piazza Italia fino al giorno in cui ha lasciato l’Oltrepò per inseguire il suo sogno.
A sedici anni è stata eletta miglior giocatrice dell’Europeo Under 16, chiuso con l’argento della nazionale. Poi Sesto San Giovanni, il Geas e i successi nel settore giovanile, che hanno portato il suo nome ben oltre i confini della provincia.
Il resto è storia: Minnesota nel 2017, Schio, Bologna, il Fenerbahçe, l’azzurro tornato sul podio europeo dopo trent’anni. Quest’anno il secondo anello con i Golden State Valkyries, stavolta da protagonista e non più da ragazza italiana venuta a fare esperienza nel campionato più importante del mondo.