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31/03/2026 18:34
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Le persone citate risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta descritta, ma sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva, come previsto dal principio di presunzione di innocenza.
Il contenuto non intende esprimere giudizi, ma riportare i fatti così come emergono dalle ricostruzioni giornalistiche e dalle autorità competenti.
La vendita di San Siro è il risultato di un percorso lungo quasi dieci anni.
Tutto parte tra il 2016 e il 2017, quando Inter e Milan iniziano a studiare il futuro dello stadio Meazza. Già allora, secondo gli atti dell’indagine, l’idea è chiara: non solo ristrutturare, ma costruire un nuovo impianto con un intero quartiere commerciale intorno. Nel 2019 poi arriva una prima svolta: l’area di San Siro viene inserita nel piano delle alienazioni del Comune, aprendo ufficialmente alla possibilità di una vendita.
Due anni dopo, nel 2021, la giunta comunale dichiara il pubblico interesse del progetto presentato dai club. È un passaggio fondamentale, che consente all’operazione di andare avanti. Nel 2023 si chiude il dibattito pubblico: mesi di confronti, critiche e divisioni tra cittadini, comitati e istituzioni. Ma il progetto non si ferma. Si arriva così al 2025, l’anno chiave. Il Comune pubblica un avviso per cercare alternative, ma non si presenta nessuno.
E proprio su questo punto arrivano le critiche.
Il promoter Claudio Trotta, ascoltato in Procura, ha spiegato di aver rinunciato a partecipare perché, secondo lui, l’operazione era già indirizzata verso i club e aveva caratteristiche più vicine a una “speculazione immobiliare” che a un semplice progetto sportivo. Dall’altra parte, i comitati cittadini come “Sì Meazza” hanno più volte contestato l’intero percorso, sostenendo che la priorità dovesse essere la ristrutturazione dello stadio esistente, senza demolizioni e senza un’espansione commerciale così impattante.
Il 30 settembre 2025, dopo una lunga notte di discussione, il Consiglio comunale approva la vendita. Pochi giorni dopo, il 5 novembre, viene firmato il rogito: lo stadio e le aree passano ai due club per circa 197 milioni di euro. Una corsa contro il tempo, perché di lì a poco sarebbe potuto scattare un vincolo culturale che avrebbe impedito l’abbattimento.
Il progetto ora guarda al futuro: nuovo stadio entro il 2031, demolizione di gran parte del Meazza e la nascita di un nuovo distretto urbano.
Un’operazione ambiziosa, da miliardi di euro, che oggi però torna al centro dell’attenzione per l’indagine della Procura.