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28/09/2026 18:30
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Dichiarazioni avventate e un po’ allarmistiche: è questo il commento che il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha riservato al sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il primo cittadino aveva espresso grosse perplessità sul tetto del 30% degli studenti stranieri nelle classi prime fissato dal decreto scuola, approvato in Consiglio dei ministri il 24 settembre. Secondo Sala, quartieri con alta concentrazione di figli di immigrati rischiano di vedere chiuse diverse scuole. Il ministro Valditara, durante una visita alle Faes di Milano, ha invece invitato a essere pragmatici.
Il titolare del MiM ha quindi colto l’occasione per replicare ad alcune critiche mosse al decreto scuola, da lui definite “irresponsabili”. Prima fra tutte, che preveda la “deportazione” immediata di alunni stranieri per restare entro il 30% fissato dal tetto. Il decreto, in realtà, ha efficacia dall’anno a seguire.
Valditara ha anche ricordato che, già prima del provvedimento, i genitori avevano la facoltà di scegliere fino a quattro scuole dove poter mandare i figli. Raggiunto il tetto, quindi, gli studenti verranno mandati agli altri istituti desiderati. “È un fenomeno”, ha spiegato il ministro, “che riguarda sia italiani che stranieri, non vuole evitare la concentrazione nella stessa classe di alunni che non parlano adeguatamente la nostra lingua, ma è proprio legato all'organizzazione del sistema dell'iscrizione". E per quei ragazzi che devono rimanere in classi che superano il 30%, Valditara ha ricordato l’investimento di oltre 14 mln di euro per potenziare lo studio dell’italiano.