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17/08/2026 19:05
Non bisogna mentire, la Lega sta vivendo un periodo di crisi che al suo interno non ha precedenti. Dallo storico 34% di consensi nel 2019, il Carroccio è passato, nello stesso anno della scomparsa del suo storico fondatore Umberto Bossi, a un deludente 5%, venendo sorpassato dal neo partito Futuro Nazionale, guidato dall’ex membro Roberto Vannacci. Se una presa di coscienza è già arrivata in passato, ora è giunto uno scossone. E a darlo è stato uno dei dirigenti storici della Lega, il governatore della Lombardia Attilio Fontana.
In un’intervista che sta facendo molto parlare, il presidente della regione ha riconosciuto che tra i militanti del Carroccio spopola il malcontento, soprattutto tra i cittadini e gli amministratori del Nord Italia. L’idea avanzata da Fontana è quella di costituire un’associazione che divenga di terreno di dibattito di vari temi, dalla modernizzazione dello Stato allo spostamento verso il federalismo, in cui gli amministratori locali possano avere maggiore autonomia.
In sostanza, secondo il presidente lombardo, serve un focus maggiore sul territorio e un ritorno all’identità storica del partito. Per fare ciò, però, Fontana chiede al suo segretario Matteo Salvini che la Lega venga reimpostata da cima a fondo. Anche adottando situazioni drastiche: se ciò significasse un passo indietro da parte dell’attuale leader, nonché vicepremier e ministro dei Trasporti, il governatore lombardo non si direbbe contrario.
Anche perché Fontana ha sottolineato come il Carroccio sia pieno di ottimi dirigenti che, se lasciati lavorare, farebbero tornare la Lega ai numeri di una volta e a trarne giovamento sarebbe l’intera coalizione di centrodestra. Coalizione, attualmente al governo, a cui però il governatore chiede a sua volta una presa di coscienza su quanto la Lega possa, a suo dire, offrire in termini di leadership. E chissà che l’idea di questa associazione non porterà, in futuro, a un nuovo soggetto politico, se nel partito tutto restasse nell’immobilismo.