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30/03/2026 18:23
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Non si ferma l’inchiesta sugli scontri avvenuti lo scorso settembre nella zona della Stazione Centrale di Milano. Dopo i primi interventi, arrivano nuovi provvedimenti: nella ultime ore, infatti, la polizia di Stato ha eseguito altre otto misure cautelari nei confronti di giovani italiani maggiorenni. Non si tratta di arresti, ma di restrizioni meno afflittive: obblighi di firma e, per alcuni, anche il vincolo di rimanere nel proprio Comune, con spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro o studio.
Il quadro si allarga. In totale, finora, sono state coinvolte decine di persone per i disordini seguiti al corteo del 22 settembre a sostegno della Global Sumud Flotilla, degenerato in violenze e danneggiamenti.
A coordinare le indagini è la Digos, che continua a ricostruire ruoli e responsabilità. Già nei giorni scorsi erano stati individuati altri partecipanti, con provvedimenti diversi: dalle misure restrittive fino agli interrogatori preventivi. La giudice per le indagini preliminari ha escluso, per ora, i domiciliari per alcuni degli indagati, anche tenendo conto della loro età e del percorso di studio. L’obiettivo è evitare misure troppo pesanti, senza però ridimensionare la gravità dei fatti.
Resta però il nodo della possibile reiterazione. Secondo il giudice, non si può escludere che, in situazioni analoghe, possano ripetersi comportamenti dello stesso tipo. Per questo le misure imposte puntano soprattutto a limitare gli spostamenti e la partecipazione a nuovi cortei fuori dal proprio territorio.