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09/07/2026 15:17
Nuovo passo avanti nelle trattative per salvare lo stabilimento Tapi di Villanterio, a rischio chiusura dopo l'avvio della procedura di licenziamento collettivo decisa dal gruppo farmaceutico Teva. Mercoledì pomeriggio si è tenuto il primo tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato la società e i sindacati.

Nel corso della riunione - si legge nella nota diffusa dal ministero - Tapi ha confermato la disponibilità a concertare il piano di riorganizzazione evidenziando la necessità di sviluppare il confronto su due direttrici: da un lato, appunto, la gestione del sito di Villanterio, la cui attività produttiva è prevista fino al 30 marzo 2027 e che necessita di una nuova prospettiva industriale entro la fine dell'anno; dall'altro, la gestione della procedura che interessa i siti coinvolti dal piano di riorganizzazione.

Complessivamente, Teva aveva annunciato 93 esuberi in quattro stabilimenti tra Lombardia e Piemonte, con 32 licenziamenti solo a Villanterio, dove era prevista la chiusura definitiva. Dopo le proteste delle scorse settimane e due scioperi consecutivi, l'azienda si era detta disponibile a riaprire il dialogo con le parti sociali. “Vogliamo tutelare produzioni strategiche e lavoratori" - ha dichiarato il ministro Urso.

Per quanto riguarda i licenziamenti, Teva ha confermato la volontà di gestire il confronto con le organizzazioni sindacali privilegiando il criterio della volontarietà, quindi con incentivi per chi volesse lasciare il posto di lavoro. Nel corso del tavolo è stata poi ribadita la possibilità di aprire la cassa integrazione per i dipendenti coinvolti. La vertenza, insomma, rimane aperta. Il prossimo incontro al ministero è stato fissato per il 30 settembre.