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08/09/2026 16:41
Si può morire di amianto a 43 anni? Quando per giunta te ne sei andato da qui a poco più di 20 e non ci sei praticamente più tornato? Se lo chiedono i famigliari, gli amici e gli ex compagni di scuola di Valerio Beccacci, manager e papà di tre bambini, ucciso dal mesotelioma pleurico l’anno scorso. Lunedì sera si sono ritrovati in presidio davanti al liceo di Broni per ricordarlo.
E per ribadire, per l’ennesima volta, che l’ultima struttura ancora da bonificare in questa cittadina martire è proprio questa scuola, dove anche Valerio aveva studiato prima di laurearsi all’università Bocconi di Milano e trasferirsi all’estero per quasi 20 anni, facendo carriera nelle più grandi società finanziarie del mondo.
Alla manifestazione c’erano anche il fratello di Valerio, Gabriele, e papà Vittorio, che continua a chiedersi come sia possibile che nessuno abbia pagato per il male fatto a questa terra e a suo figlio.
Un’ex studentessa, Deborah Leonello, ha ricordato di quando, più di 20 anni fa, si facevano già gli scioperi per chiedere una scuola nuova. “Per noi era quasi per gioco” - ha raccontato - poi ha perso lo zio e il papà per colpa dell’amianto. E quella goliardia ha smesso di essere divertente.
L’associazione Avani ha chiesto nuovamente conto alla Provincia di Pavia e al presidente Giovanni Palli del progetto del nuovo liceo, che sarebbe dovuto essere pronto entro fine giugno e di cui non si è più saputo niente.
Dopo il via libera di Ats Pavia, lunedì prossimo la scuola riapre con controlli frequenti e rafforzati. Per precauzione restano inutilizzabili un bagno e la palestra.