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15/09/2026 17:23
Un albero segnalato dai cittadini, controllato pochi giorni prima di cadere e inserito tra quelli da monitorare. Poi il crollo, e tre persone ferite.
È da qui che parte la polemica esplosa in Consiglio comunale sulla gestione del verde a Milano.
L’opposizione attacca la Giunta e l’assessora al Verde Elena Grandi, accusando l’amministrazione di non fare abbastanza per prevenire situazioni di questo tipo. Ma critiche arrivano anche dai banchi della maggioranza: il consigliere Pd Michele Albiani parla di un problema che riguarda molte segnalazioni rimaste senza intervento.

Il caso di piazza Risorgimento, però, apre una questione più grande: come si controllano 250 mila alberi e soprattutto come si decide quali devono essere abbattuti e quali invece possono essere semplicemente monitorati?
L’albero caduto era classificato C1: una categoria considerata critica, ma non tale da prevedere automaticamente l’abbattimento. Il controllo era stato effettuato il 4 settembre e per la prossima settimana era prevista una prova di trazione sulle radici. Le cause del cedimento sono ancora da accertare.

E proprio qui si concentra il tema politico: il Comune annuncia controlli più frequenti e nuove prove di trazione, ma ammette anche che per il futuro serviranno più risorse.
Perché a Milano il verde non è soltanto una questione estetica. È una questione di sicurezza, manutenzione e prevenzione. E dopo quello che è successo, la domanda che resta è una: quanto deve essere anticipato un controllo perché non arrivi dopo l’emergenza?