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21/05/2026 00:09
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Davanti ai giudici ha ribadito: “No, non l’ho uccisa”. È la versione fornita ancora una volta da Pablo Gonzalez Rivas, 49 anni, imputato per il femminicidio della compagna Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la babysitter di 40 anni scomparsa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025 dal loro appartamento di Piazza dei Daini, nel quartiere Bicocca.
In aula ha sostenuto che sarebbe morta accidentalmente durante un gioco erotico. “L’ho presa per il collo e non mi sono reso conto che non respirava più”, ha raccontato. E alla domanda sul perché non abbia chiamato i soccorsi, ha risposto con due sole parola: “Per paura”.
Per la Procura, invece, si tratta di un omicidio volontario aggravato seguito da un tentativo di depistaggio. Secondo gli inquirenti, dopo la morte della donna, il 49enne nascose il corpo in una valigia e lo gettò nel fiume Adda, dove venne ritrovato oltre un mese dopo.
Nei giorni successivi avrebbe cercato di far credere che la compagna si fosse allontanata volontariamente. Le indagini hanno inoltre ricostruito una relazione parallela. Secondo l’accusa, l’uomo aveva acquistato un biglietto per far arrivare in Italia un’altra donna dal Salvador e farla trasferire nell’appartamento condiviso con Nataly. Anche su questo punto l’imputato ha negato, sostenendo che si trattasse soltanto di un’amica di famiglia.