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28/05/2026 17:06
Nel cuore del Castello Sforzesco, succede una cosa curiosa: centinaia di bambini si siedono attorno a un tavolo… e invece di isolarsi davanti a uno schermo, iniziano a parlarsi, a guardarsi negli occhi, perfino a litigare e fare pace. Succede a GiocaMI 2026, il festival del gioco da tavolo che oggi trasforma il Cortile della Rocchetta in qualcosa di più di una festa: quasi un piccolo laboratorio sociale.
Il punto infatti non è solo giocare. Il punto è che, nel 2026, insegnare a un bambino ad aspettare il proprio turno, collaborare con gli altri o perdere una partita senza chiudersi in sé stessi sta diventando una questione educativa e persino sanitaria. E allora il gioco da tavolo cambia completamente significato: non nostalgia, ma strumento contemporaneo contro isolamento, iperconnessione e solitudine infantile.

Per questo attorno ai dadi e alle carte oggi ci sono anche pediatri, psicologi, pedagogisti e neuropsichiatri. Alla tavola rotonda dal titolo emblematico “Per gioco ma non per finta”, il messaggio è chiaro: il gioco non è evasione dalla realtà, ma allenamento alla vita reale.

E forse l’immagine più potente della giornata è proprio questa: in uno dei luoghi simbolo di Milano, bambini e ragazzi che tornano a costruire relazioni faccia a faccia, una mossa dopo l’altra. Perché a volte, per capire come stanno davvero i più piccoli, basta guardarli giocare.