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17/03/2026 22:34
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Dopo che lo scorso anno ha dovuto essere organizzato a Gallarate, quest’anno, il vicepremier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini ci ha messo la firma: il Remigration Summit si farà a Milano, in Duomo, il prossimo sabato 18 aprile. Lo ha annunciato lui stesso sui propri social con tanto di locandina: si tratta del più grande raduno dei patrioti di tutta Europa, giunto ormai alla sua seconda edizione. Tema cardine dell’incontro è la “remigrazione”, ossia l’espulsione di massa degli stranieri irregolari dai confini del Vecchio continente.
Un’iniziativa che non ha trovato chiaramente l’appoggio del sindaco Giuseppe Sala. “In che condizioni, con che accordi con il Paese? Non facciamo demagogia”, le sue parole, pronunciate a margine dell’evento per gli 80 anni della Casa della Cultura.
Non si è fatta attendere la replica di Matteo Salvini, che, durante il sopralluogo alle case Aler in via Giambellino, ha dichiarato che è sgradevole che un sindaco possa decidere chi può e chi non può parlare nella città da lui amministrata. E ha poi rilanciato la presenza di un ospite internazionale, il presidente del gruppo Patrioti per l'Europa al Parlamento europeo, Jordan Bardella.
In una piazza che si preannuncia gremita, potrebbe anche presenziare il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. “Se il padreterno me lo concede, penso che ci sarò”, le sue parole.
Vien da sé che un’iniziativa di questo tipo, già accolta in modo controverso l’anno scorso, porta con sé molte attenzioni sul versante sicurezza, specie dopo gli scontri del 17 maggio 2025 a Milano nel corteo antagonista.