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12/06/2026 17:37
Telecamere intelligenti, algoritmi, intelligenza artificiale e città sempre più connesse. Quando si parla di sicurezza urbana, il futuro sembra già arrivato. Ma la domanda è: basta la tecnologia per rendere una città più sicura?
È da questo interrogativo che parte il dibattito organizzato da Patto per il Nord a Milano. Sul tavolo il modello della "smart city", capace di utilizzare strumenti digitali per monitorare il territorio e migliorare i servizi ai cittadini. Ma secondo il segretario federale Paolo Grimoldi il nodo principale non sarebbe tecnologico, bensì politico.

Grimoldi sostiene che Milano debba avere maggior autonomia nella gestione di risorse e competenze, a partire proprio dalla sicurezza. Secondo l'esponente autonomista, una grande città non può dipendere esclusivamente dalle decisioni dello Stato centrale se vuole competere con le principali metropoli europee.

Dalla videosorveglianza all'intelligenza artificiale, dunque, il dibattito sulla sicurezza si intreccia con quello sul futuro assetto delle città. Perché, al di là degli strumenti, la questione resta sempre la stessa: chi decide e con quali poteri.