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01/04/2026 21:55
Si è aperta la nuova battaglia del Leoncavallo, storico centro sociale sgomberato il 21 agosto 2025 dall’ex stamperia di via Watteau a Milano. Questa volta, il terreno è dentro alle aule del Tribunale meneghino e il suo avversario è il Ministero dell’Interno.
Per ricostruire la vicenda, che iniziò ben prima dell’intervento della Prefettura, occorre saltare indietro al 14 novembre 2024: quel giorno, la Corte d’Appello civile condannò il Viminale a corrispondere oltre 3 mln di euro alla società proprietaria dell’immobile occupato, la Orologio srl del Gruppo Cabassi, per il mancato sgombero. Il Ministero pagò, ma subito dopo avviò un'azione di rivalsa nei confronti dell'associazione Mamme del Leoncavallo, che ha in gestione il centro sociale.
Alla prima udienza del processo civile, la presidente Marina Boer è stata accompagnata dallo storico esponente Daniele Farina, ex deputato di Sinistra Italiana. A detta loro, l’azione intentata dal Ministero dell’Interno, che ha chiesto alle Mamme il risarcimento dei 3 mln, ha valenza esclusivamente politica.
Un’azione infondata dal punto di vista giuridico quella del Viminale, secondo i legali dell’associazione che gestisce il Leonka, gli avvocati Mirko Mazzali e Federico Garufi, che giudicano “surreale chiedere i soldi per il mancato sgombero agli inquilini”. Udienza chiusa per ora, si torna in aula il 24 novembre.