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02/04/2026 18:40
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

8 condanne e la confisca del grattacielo: è questa la richiesta formulata dalla pm Marina Petruzzella alla giudice della settima sezione penale Paola Braggion al termine della sua requisitoria nel processo sulla Torre Milano di via Stresa, uno dei tanti filoni dell’inchiesta sull’urbanistica. Per gli otto imputati sono state chieste ammende complessive per quasi 330mila euro, mentre la pena più alta richiesta dalla Procura è di 2 anni e 4 mesi di arresto, oltre a 50mila euro, per Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune ed ex vicepresidente della Commissione paesaggio, i costruttori Stefano e Carlo Rusconi, Franco Zinna, ex dirigente della Direzione Urbanistica milanese, e Gianni Maria Beretta, architetto e progettista. Le ipotesi di reato sono abuso edilizio e lottizzazione abusiva.
Secondo le indagini della Procura e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, per costruire quella Torre di 80 metri e 24 piani è stata usata una "Scia con atto d'obbligo", cioè un'autocertificazione, invece che un piano attuativo con convenzione urbanistica che considerasse anche gli annessi servizi da garantire nell’area. La pm avrebbe motivato le richieste affermando in aula che gli imputati, agendo in accordo e sintonia, “confidavano nella impunità e “con strafottenza" hanno messo in piedi questa "abnorme iniziativa immobiliare" e questo "enorme abuso", con “noncuranza per l’interesse pubblico”. Un residente di via Stresa ha anche chiesto agli otto imputati in solido un risarcimento complessivo di 135mila euro, tra danni patrimoniali e non patrimoniali.
L'avvocato Michele Bencini, legale di Stefano Rusconi, ha commentato le richieste di condanna “affermando che la pm vuole togliere la casa a chi l’ha comprata prima delle indagini”. In coda, Filippo Borsellino, portavoce del Comitato ‘Famiglie Sospese’ che raduna i cittadini che hanno comprato immobili coinvolti nell’inchiesta, ha dichiarato che fatica a “vedere giustizia” nella confisca della residenza di “chi ogni mese paga il mutuo”.