Videonews


17/02/2026 20:25
L’affaire San Siro è tornato a scaldarsi. Questa volta, ad accendere di nuovo la questione è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, con assist del presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Con l’avvicinarsi delle comunali del 2027, a Milano si stanno passando in rassegna quelli che sono i temi caldi in vista dell’inizio delle varie campagne elettorali. Uno di questi è il mai dimenticato abbattimento dello stadio Meazza, previsto dall’accordo con Inter e Milan nel momento in cui sarà ultimata la nuova struttura più funzionale da loro fortemente voluta.
La Russa nutre ancora forti speranze che, qualora vincesse il centrodestra, la nuova giunta di Palazzo Marino possa impegnarsi per salvare lo storico San Siro dalla demolizione. Interpellato a riguardo, Salvini ha glissato sull’abbattimento, tenendo la barra dritta sulla nuova struttura. "Non ci proporremo ai milanesi dicendo stadio sì, stadio no, diciamo che i problemi di Milano sono altri", le parole del vicepremier, che ha ricordato di essere cresciuto al Meazza tifando per la sua squadra del cuore, il Milan, ma accogliendo il fatto che ai club serva una nuova struttura più funzionale. Quindi, la stoccata a Sala, che secondo Salvini ha perso anni nell’indecisione, fino ad arrivare al punto di vendere lo stadio.
Nessuna opposizione netta, quindi, sull’abbattimento, come invece c’era da parte sua prima che il Consiglio comunale meneghino deliberasse la cessione. Ma con l’inizio della campagna elettorale non si potrà vacillare, perciò le posizioni dovranno essere ben definite.