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09/05/2026 13:13
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

“Hai una sigaretta?”. È con questa frase, all’apparenza innocua, che all’alba dell’8 aprile comincia l’incubo di una ragazza nel cuore della movida milanese.
Siamo in zona Moscova e sono le 5.20 del mattino. La giovane esce da una nota discoteca vicino a corso Como insieme a due amici e a un coetaneo conosciuto durante la serata. Il gruppo si ferma davanti a un distributore automatico di largo La Foppa per comprare un pacchetto di sigarette.
A quel punto si avvicinano due fratelli ucraini di 17 e 21 anni, residenti a Cinisello Balsamo. Prima la richiesta, poi l’offerta di droga. Al rifiuto, tutto precipita. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il diciassettenne afferra la ragazza per un braccio e la trascina verso una panchina nascosta dalle fioriere, all’angolo tra via Varese e via Volta. Lei si oppone, urla e chiede aiuto: “Mi vuole stuprare”.
Gli amici tentano di intervenire, ma il ventunenne li blocca e li aggredisce. Uno di loro riesce comunque a raggiungere la panchina e a interrompere la violenza, riportando una lesione alla caviglia dopo calci e pugni. Prima di fuggire, i due si impossessano di un borsello con portafogli e cuffiette e di una pochette.
Decisive le immagini delle telecamere e il riconoscimento fotografico da parte della vittima e dei presenti. L’indagine del commissariato Garibaldi Venezia, coordinata dalla pm Anna Chiara Reale, ha portato all’arresto di entrambi.
Il più giovane è stato trasferito al Beccaria, mentre l’altro è finito nel carcere di Monza su disposizione del gip Alberto Carboni. Avevano già diversi precedenti: lesioni, minacce, atti persecutori e furto per il primo; maltrattamenti in famiglia, stalking e molestie ai danni di una commessa per il secondo.