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10/10/2026 19:07
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

Sono stati in centinaia i manifestanti che hanno aderito al corteo per la Palestina che ha attraversato le vie di Milano, da Repubblica a San Babila. La mobilitazione è stata partecipata più del consueto perché questa volta è caduta pochi giorni dopo il 7 ottobre, giornata in cui la Comunità ebraica ricorda gli attacchi del gruppo armato palestinese Hamas nel sud di Israele perpetrati nello stesso giorno del 2023.
A scendere in piazza, oltre alle associazioni di cittadini appartenenti allo Stato mediorientale, anche sindacati come Al Cobas e Usb, le organizzazioni studentesche Osa e Cambiare rotta e, sul fronte politico, Alleanza Verdi Sinistra, Potere al Popolo, Rifondazione comunista. Sotto lo slogan “La fine del genocidio è la fine del sionismo”, i partecipanti hanno chiesto l’interruzione di ogni accordo tra l’Italia e Israele.
Milano ha un legame politico con lo Stato ebraico, che è stato terreno di controversie nelle aule del Consiglio comunale: il gemellaggio con Tel Aviv. A maggio, Europa Verde presentò una mozione per chiederne la rottura, ma alla fine la votazione si espresse a sfavore dell’interruzione. Di recente è tornato sul tema Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Consiglio regionale e pronto a scendere in campo col centrosinistra per le comunali del 2027.
Secondo Majorino, quelli della sua parte che correranno per la guida di Milano devono impegnarsi per interrompere il gemellaggio. I manifestanti in corteo concordano, ma sollevano una certa perplessità sull’autore dell’appello.
Prossimo appuntamento, rilanciato durante la mobilitazione, lo sciopero generale del 30 ottobre.