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15/10/2026 18:54
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Giancarlo Vestiti, imputato chiave nel maxiprocesso ‘Hydra’, versa in condizioni critiche. A farlo sapere è il suo legale, l’avvocato Mario Marino, che lo sta assistendo nel processo con rito ordinario celebrato prevalentemente nell’aula bunker del carcere di San Vittore di Milano. Il legale è pronto a presentare un’istanza in cui chiede per lui i domiciliari, così che si possa curare.
Vestiti ha 58 anni, si trova nel penitenziario di L’Aquila in regime di 41 bis da fine agosto. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano è uno dei vertici dell’alleanza ‘a tre teste’ tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra in Lombardia. La Procura lo ritiene “luogotenente” del clan romano dei Senese, appartenente alla terza organizzazione.
Vestiti fu arrestato per la prima volta con l’operazione “Affari di famiglia”, condotta a Roma nel 2020, concentrata proprio sulle attività illecite del clan Senese. Tuttavia, nel processo cadde l’aggravante mafiosa e ora si sta proseguendo a Napoli, ma l’avvocato Marino confida in un’assoluzione. C’è stata anche un’indagine della Procura federale di Ginevra sul possibile riciclaggio estero del denaro del clan dei Senese, con il coinvolgimento del banchiere Tonino Leone, ma non furono trovate prove.
L’avvocato Marino ha spiegato che Vestiti e Michele Senese si conoscevano sin da ragazzini ma che ciò non testimonia la sua appartenenza al clan. Un giorno, però commise un errore: il 58enne aveva a Cologno Monzese un’azienda di abbigliamento e, quando ricevette una truffa, racconta il legale, millantò di fare parte del clan Senese. Cosa che fece infuriare peraltro il boss.
E comunque, sottolinea Marino, la lunga permanenza in carcere di Vestiti rende impossibili contatti con Senese. La procura di Milano, però continua a indagare per verificare anche quanto messo a sentenza fino ad oggi.