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17/08/2026 19:16
Il contenuto affronta un evento sensibile in chiave informativa e giornalistica, con l’obiettivo di fornire contesto e comprensione dei fatti.

A vacanze ormai iniziate è il momento di tirare le somme sulla prima parte dell’anno lavorativo, soprattutto in materia di tutele e sicurezza. E in Lombardia, i dati INAIL relativi al primo semestre 2026, non sorprende, sono tutt’altro che positivi. Secondo la UIL regionale, emerge un quadro di estrema gravità per la tutela dei lavoratori su tutto il territorio di competenza.
Le denunce complessive di infortunio in Lombardia hanno superato la soglia dei 60mila casi, aumentando di quasi 10 punti percentuali rispetto ai primi 6 mesi nel 2025, superando nettamente il dato medio nazionale. Milano su di sé concentra ben 20mila segnalazioni, portandosi a un terzo di tutto il territorio regionale, ma l’incremento appare distribuito in tutte le altre province.
Appare poi allarmante anche il bilancio delle malattie professionali, che registrano un balzo del 12% e sfiorano i 3mila casi. Destano particolare preoccupazione le patologie muscolo-scheletriche e le denunce legate ai disturbi psichici e comportamentali. Sempre nei primi sei mesi del 2026 sono state denunciate 75 morti sul lavoro, circa una ogni 3 giorni. Un dato che rimane quasi invariato rispetto al 2025, e che quindi dimostra che uno scenario di miglioramento è ancora un lontano miraggio.
Crescono poi del 10% gli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea, mentre le denunce nel perimetro studentesco raggiungono circa 13mila casi, collocando la Lombardia al vertice nazionale con il 24% degli eventi complessivi. A fronte di questo contesto, il sindacato chiede di rafforzare i controlli di vigilanza e garantire una formazione adeguata. Così, forse, potrà iniziare ad arrestarsi questa scia di infortuni e patologie.