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14/09/2026 18:46
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Dopo mesi di battaglia, è arrivata una svolta nella vertenza del gruppo Bcs. La storica azienda produttrice di macchine agricole, dopo un agosto in cui il rilancio sembrava impossibile, ha finalmente trovato un compratore che se ne vuole occupare. Si tratta del Gruppo Fulchir, che si è fatto avanti lo scorso 9 settembre, nell’incontro che si è svolto in Assolombarda, a Milano. Sono quindi salvi gli oltre 400 lavoratori sparsi nelle sedi di Abbiategrasso e Cusago, insieme a quelli dell’Emilia Romagna, che operano a Luzzara.
Il gruppo, attivo in settori come meccatronica e automotive, costituirà una nuova società operativa, la Newco, così da far ripartire la produzione da ottobre 2026. Per sostenere l’operazione e il capitale circolante, verranno subito stanziati tra i 5 e i 10 mln di capitale proprio. E poi, in accordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tutti i 430 lavoratori passeranno integralmente alla Newco. Questa, quindi, attiverà una procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria, finalizzata a gestire il progressivo rientro in fabbrica delle maestranze con l’obiettivo di raggiungere il pieno impiego entro l’inizio del 2028.
C’è soddisfazione, almeno per il momento, da parte dei sindacali operanti nel settore metalmeccanico. Le sigle, dalla Fim alla Fiom fino alle Rsu, hanno annunciato che nelle prossime settimane si terrà il confronto formale per la sottoscrizione dell’accordo quadro. E martedì 22 settembre è già stata fissata una serie di assemblee in ogni stabilimento del gruppo per illustrare nel dettaglio il piano a tutti i dipendenti. L’entusiasmo è alto, ma occorre prudenza: i sindacati hanno assicurato la massima vigilanza su quello che accadrà.