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11/07/2026 18:18
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Resta in carcere Mohammed Saidi, il ventisettenne accusato di aver sfregiato al volto una ragazza di 22 anni nella stazione Duomo della metropolitana. Davanti agli investigatori, la giovane ha ricostruito quegli attimi drammatici. Stava parlando con un'amica quando l'uomo si è avvicinato, convinto che lo stesse fissando. Prima gli insulti in arabo, poi gli sputi, una spinta e un pugno. Quando lei ha minacciato di chiamare la polizia, lui le avrebbe sferrato un fendente al volto.
La ventiduenne ha raccontato di aver perso subito molto sangue, di non riuscire quasi più a vedere e di aver pensato di morire. Gli agenti della Polizia locale, impegnati in un servizio nella metropolitana, sono riusciti a rincorrere e bloccare il presunto responsabile poco dopo. La Procura gli contesta lo sfregio permanente al viso, oltre alla resistenza e al porto abusivo dell'arma. Al momento non è stata invece contestata l'aggravante dell'odio religioso: alcuni testimoni hanno riferito di averlo sentito pronunciare la frase "Sono un uomo e sono musulmano", ma gli inquirenti stanno svolgendo ulteriori verifiche e le persone presenti saranno risentite. Intanto il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Due giorni dopo, nel quartiere Giambellino, altro sangue. Una donna di 45 anni è stata accoltellata nel cortile del palazzo dove vive da un vicino di casa di 55 anni. Secondo la ricostruzione della polizia, tutto sarebbe iniziato con alcuni insulti, per poi degenerare nel giro di pochi istanti. La quarantacinquenne è stata colpita alle braccia e all'addome e trasportata in ospedale in codice giallo. L'aggressore è stato arrestato con l'accusa di lesioni aggravate. Dopo quanto accaduto, i figli della vittima, di 18 e 20 anni, hanno cercato di raggiungere l'appartamento del presunto responsabile e sono stati denunciati per aver tentato di sfondarne la porta.
Due vicende distinte, su cui proseguono le indagini, che riportano ancora una volta l'attenzione su episodi di violenza nati senza un apparente motivo e consumate in pochi istanti, tra luoghi pubblici e contesti di vita quotidiana.