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10/04/2026 16:22
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

C’è chi non entra nei dormitori per una scelta che sembra impossibile: lasciare fuori il proprio cane. E così, a Milano, si continua a dormire per strada, anche nelle notti più fredde.
Riaccende il dibattito in Consiglio comunale l’ordine del giorno presentato dal consigliere della Lega Samuele Piscina, che chiede di rendere i dormitori cittadini accessibili anche agli animali. Al centro, la richiesta di strutture “pet-friendly” per evitare che le persone senza dimora debbano scegliere tra un letto e il proprio unico affetto.
Una proposta che nasce anche dalla spinta del volontariato, in particolare della Fondazione Progetto Arca, che in queste ore sta raccogliendo firme per chiedere al Comune un cambio di passo.
L’idea è quella di mappare le strutture esistenti, creare spazi dedicati e sicuri per gli animali, coinvolgere veterinari e servizi sanitari, e aumentare i posti disponibili già dal prossimo Piano Freddo. Obiettivo: portare più persone dentro i dormitori, rendendoli davvero accessibili.
Ma la polemica è tutta politica. Da una parte l’accusa al Comune di non garantire un’accoglienza completa, dall’altra il tema, più ampio, di come gestire la fragilità in città. Sullo sfondo, una domanda che resta aperta: quanto sono davvero inclusivi i servizi per chi vive ai margini?
Intanto, tra marciapiedi e giacigli di fortuna, c’è chi continua a restare fuori. Non per scelta, ma per non separarsi dal proprio cane.