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29/05/2026 15:47
Salvagenti, occhialini e boccagli, ma non per salvarsi dalla bomba di pioggia e grandine che ha colpito a Milano, bensì per chiedere la riapertura della piscina Scarioni, con un progetto a guida pubblica. Il flash mob, organizzato dall’associazione Sai che puoi?, ha preso vita al di fuori della struttura, chiusa dal 2018, e ha voluto assumere le vesti di uno spettacolo da villaggio turistico. Alternando balli sotto la pioggia a interventi, la pacifica protesta ha dedicato anche spazio ai giochi per i bambini.
La piscina Scarioni, spiegano i manifestanti, è uno dei pochi luoghi balneari di aggregazione che offre la città di Milano, altrimenti caratterizzata da strutture dedicate quasi solo allo sport. Durante il flash mob, è stato rinnovato l’appello che chiede a sindaco e giunta di riaprire il centro con tariffe calmierate e in modo da preservare la destinazione degli spazi. Sono già state raccolte 12mila firme.
La Piscina Scarioni sembrava essere in procinto di riattivarsi quando, a novembre 2024, la società iberica Go Fit ha presentato un progetto secondo la formula del partenariato pubblico privato. La fattibilità sembrava concreta, dal momento che l’azienda aveva preso in carico già i lavori al Lido di Milano. Ma il 15 maggio 2025, nonostante la richiesta di integrazioni tecniche avanzata dal Comune, il progetto non ha raggiunto un punteggio tale per aggiudicarsi il bando pubblico.
Niente avvio dei lavori entro l’estate del 2026, quindi, come auspicato dall’assessora allo Sport, Martina Riva. Ma se ora il dialogo tra il Comune di Milano e Go Fit si è riacceso, i partecipanti del flash mob hanno evidenziato le criticità di un progetto proveniente dal privato.
Gli attivisti hanno invocato per la Scarioni un trattamento analogo all’Argelati, ai Navigli, che sta andando incontro a una riqualificazione interamente con fondi pubblici.