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21/09/2026 18:41
L’uva raccolta in Oltrepò pavese è ormai quasi tutta nelle cantine. Da quelle delle aziende più piccole a conduzione famigliare ai grandi poli come Terre d’Oltrepò, dove sono stati conferiti in totale 148mila quintali di uve, un dato al di sopra delle aspettative, dopo le recenti vicende che hanno visto la messa in liquidazione della cooperativa storica e l’avvio di una gestione commissariale della Società per azioni.
Il dato più eclatante di questa vendemmia 2026, tuttavia, è stato il cambiamento climatico.
Il caldo anomalo del tarda primavera e dell’estate ha obbligato le aziende ad anticipare il raccolto, anche di alcune settimane: la raccolta delle uve destinate alle basi spumante qui è iniziata il 27 luglio. Mai, nel recente passato si è iniziato così presto.
Secondo l’associazione di produttori biodinamici Demeter Italia questa annata “segna un prima e un dopo nella storia vitivinicola italiana”, al nord come al sud.
Le strategie adottate, un tempo riservate ad annate eccezionali, sono diventate ormai la norma. Chiome di vegetazione lasciate folte per proteggere i grappoli dal sole durante l’estate e operazioni di raccolta anticipate, oltre che nel calendario, anche nell’orario.
Soprattutto a luglio e agosto si è raccolto possibilmente presto, prestissimo, interrompendo i lavori a metà mattinata. E, una volta arrivati in cantina, i mosti vengono raffreddati il prima possibile, per preservarne il più possibile i profumi e controllare la fermentazione.