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11/02/2026 17:45
Questo video riporta un fatto di cronaca con finalità esclusivamente informative. La detenzione e il porto di armi o oggetti atti a offendere senza giustificato motivo costituiscono reato ai sensi della normativa italiana. La redazione non intende in alcun modo incentivare, legittimare o spettacolarizzare comportamenti contrari alla legge.

Piazza Duomo, turisti con il naso all’insù, vetrine olimpiche, controlli rafforzati. In mezzo alla folla, un uomo con uno zaino e una storia che sembra quasi una trovata pubblicitaria. Ma non lo è.
Un cittadino americano di 27 anni è stato fermato da polizia locale e carabinieri dopo la segnalazione di un passante: nella borsa aveva un coltello da cucina e un pugnale da caccia. Due lame lunghe, in pieno centro, a pochi metri dal simbolo di Milano.
Quando gli agenti lo hanno individuato e identificato, la spiegazione è stata tanto semplice quanto singolare: quelle armi, ha detto, non erano destinate a offendere nessuno. Servivano per “dimostrare sul campo” l’efficacia di un prodotto di sua invenzione — pantaloni da sci antitaglio. Secondo il suo racconto, si trovava in città per le Olimpiadi e voleva promuovere il capo mostrando che nemmeno un coltello sarebbe riuscito a danneggiarlo.
Una dimostrazione pratica, insomma. Peccato che in Italia il porto di armi od oggetti atti a offendere, soprattutto in un luogo affollato e sensibile come piazza Duomo, non sia una questione dimostrativa ma penale. Gli agenti non hanno ritenuto credibile la giustificazione: per il 27enne è scattata la denuncia per porto indebito di arma da taglio e le lame sono state sequestrate.
L’episodio riporta l’attenzione su un tema centrale in queste settimane di grandi eventi e massima affluenza: la sicurezza negli spazi simbolo della città. Perché tra promozioni improvvisate e trovate commerciali, il confine tra marketing e rischio, in certi contesti, non può essere lasciato all’interpretazione.