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06/10/2026 16:38
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Una copertina di Pinocchio consegnata al primo firmatario della mozione. E una frase pesantissima: "Voglio vedere in faccia chi ha il coraggio di votarla". La battaglia sui formaggi a latte crudo irrompe così in Consiglio regionale.
A pronunciare quelle parole è Giovanni Battista Maestri, padre di Mattia, morto lo scorso agosto dopo nove anni in stato vegetativo. Il bambino aveva sviluppato una grave sindrome emolitico-uremica dopo aver mangiato formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli STEC.
Maestri arriva in Aula per portare la sua storia davanti ai consiglieri e chiedere che sulle misure di sicurezza non si facciano passi indietro. Poi il faccia a faccia con Giacomo Zamperini e la consegna simbolica della copertina di Pinocchio: secondo il padre di Mattia, la mozione contiene "bugie e dati falsi".
Dall’altra parte c’è proprio Zamperini, consigliere di Fratelli d’Italia e primo firmatario del documento. La sua mozione punta a tutelare i produttori lombardi, soprattutto malghe e piccole aziende di montagna, chiedendo di alleggerire l’impatto delle nuove regole: dai controlli microbiologici alle avvertenze in etichetta, con livelli di rischio differenziati in base alle misure adottate dalle singole aziende.
Per i promotori, norme troppo rigide rischiano di mettere in ginocchio una filiera storica e di far sparire produzioni legate da secoli alle montagne lombarde.
Due posizioni lontanissime, finite una di fronte all’altra in Consiglio regionale: da una parte la tutela di produttori e formaggi tradizionali, dall’altra la sicurezza alimentare e la storia di chi quel rischio lo ha vissuto nel modo più drammatico.