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13/05/2026 19:14
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

A Milano spaventano sempre di più i negozi rimasti sfitti, visti come portatori di degrado: rispetto al 2025, sul fenomeno sono aumentate del 27% le segnalazioni da parte delle imprese. In cima alla piramide dell’insicurezza restano sempre i reati predatori, come scippi e borseggi, indicati dal 41% delle aziende, seppur la percezione di tali illeciti sia in lieve calo. L’attenzione degli operatori poi è sempre viva sullo spaccio di droga e sulle baby gang.
Nell’hinterland meneghino, i negozi sfitti continuano ad essere tra i fenomeni più indicati assieme allo spaccio di droga. Aumentano però le segnalazioni per scippi-borseggi, soprattutto nel Magentino e Abbiatense, e di venditori abusivi, in particolare nell’Alto Milanese.
Sono i dati rilevati per i primi 3 mesi del 2026 dal Centro studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, presentati nel capoluogo lombardo in occasione della XIII edizione di “Legalità ci piace!”. Lo studio ha coinvolto 314 imprese dell’area interessata.
La ricerca ha misurato anche l’insicurezza generata dall’acquisto di articoli da distributori o produttori extra Unione Europea: il 29% degli operatori che l’ha fatto ha denunciato oggetti non a norma o difettati. Sono arrivate anche segnalazioni di merci sottomarca vendute online a prezzi stracciati e di concorrenza sleale di rivenditori extracomunitari. Le misure di contenimento del fenomeno, però, stanno arrivando.
E, intanto, continua anche il lavoro congiunto di Prefettura e Comune di Milano.