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19/10/2026 17:01
Le violenze del fine settimana a Milano diventano terreno di scontro politico. Dopo i danneggiamenti a negozi e spazi pubblici e gli episodi contro le forze dell’ordine, il confronto si sposta sulle responsabilità, sulla sicurezza e sulla gestione delle proteste. Ma mentre la politica si divide, la città prova a ripartire.
Il sindaco Giuseppe Sala ha cancellato i suoi impegni e visitato alcuni degli esercizi commerciali danneggiati insieme al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Solidarietà ai negozianti, ma anche un monito alla politica: «Azioni e scene come quelle cui abbiamo assistito sabato e domenica sono inaccettabili e ingiustificabili». E poi l’appello a evitare la ricerca del consenso in una fase delicata: «Non è questo il tempo di cercare voti».
Parole e posizioni che si inseriscono in un clima di forte tensione, con il centrodestra che insiste sul tema della sicurezza e il centrosinistra che contesta il rischio di trasformare gli episodi di violenza in uno strumento di polemica politica.
Dal Partito Democratico milanese arriva intanto la proposta di una risposta collettiva. Il segretario metropolitano Alessandro Capelli parla di inquietudine e preoccupazione e rilancia l’appello a costruire «una piazza di tutta la Milano democratica»: una mobilitazione aperta, nelle sue parole, per impedire che la città resti ostaggio della violenza e dello scontro politico. Attacco diretto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi invece da Pierfrancesco Majorino dopo l’accusa di non aver preso distanze dalle violenze


Condannare senza ambiguità chiude invece Salvini, che coglie l’occasione per presentare un disegno di legge definito «antimaranza».