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16/07/2026 17:08
Ogni giorno produciamo milioni di foto, messaggi, documenti. Viviamo nell'epoca in cui tutto sembra destinato a restare per sempre. Eppure la memoria, quella vera, ha ancora bisogno di qualcuno che la custodisca.
A Milano quel qualcuno, è anche un robot.
Si chiama Ansperto, come un vescovo del IX secolo che contribuì alla diffusione del sapere, e lavora nella Cittadella degli Archivi di Niguarda: il più grande archivio comunale d'Europa, capace di conservare fino a 200 chilometri lineari di documenti.



Il compito di Ansperto non è sostituire le persone, ma recuperare e movimentare migliaia di faldoni in un ambiente controllato, senza ossigeno per evitare incendi e con sistemi automatici che garantiscono la conservazione della carta nel tempo. Insomma una tecnologia utile



È un paradosso dei nostri tempi: mentre l'intelligenza artificiale crea contenuti sempre nuovi, qui la tecnologia serve a fare l'esatto contrario. A proteggere il passato. Perché dentro quei fascicoli ci sono pratiche edilizie, atti amministrativi, pezzi della storia di Milano e, in fondo, della vita di milioni di cittadini. Una memoria che non può essere affidata al caso, ma che oggi passa anche attraverso l'automazione. Così, nella città che guarda al futuro, c'è un robot che ogni giorno lavora... per non farci dimenticare il passato.