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05/05/2026 19:02
All’Ortomercato di Milano il clima rimane teso, e il sopralluogo della scorsa settimana non ha fatto altro che riportare a galla problemi che, per chi ci lavora, vanno avanti da tempo. I grossisti tornano a farsi sentire e lo fanno mettendo sul tavolo criticità che, secondo loro, stanno diventando sempre più difficili da sostenere.
Il confronto con i consiglieri comunali del Pd riaccende i riflettori su un sistema che fatica a trovare equilibrio. Al centro c’è la gestione di Sogemi, giudicata lontana dalle esigenze di chi lavora ogni giorno tra i banchi del mercato.
Il nodo principale resta quello economico. Le tariffe sono salite oltre i 168 euro al metro quadro, ben sopra le cifre inizialmente ipotizzate. A questo si aggiungono i costi per rendere operativi gli spazi, consegnati spesso al grezzo, che comportano ulteriori investimenti importanti per le aziende. Il risultato è una pressione crescente sulle attività, con il rischio che i rincari finiscano per riflettersi anche sui prezzi finali.
Ma non è solo una questione di costi. I lavori continuano a procedere a rilento e creano una situazione a due velocità: da una parte chi opera nelle nuove strutture, dall’altra chi resta nei vecchi edifici, con condizioni e regole diverse.
Un quadro che alimenta malcontento e senso di disparità. Restano poi aperti i temi già emersi nei giorni scorsi: sicurezza e logistica. Furti e danneggiamenti continuano a preoccupare, mentre il sistema di movimentazione delle merci viene considerato poco efficiente e da rivedere. Da qui la richiesta di interventi concreti: contenere i costi, migliorare la gestione e riportare equilibrio in un comparto strategico per la città