Videonews


14/10/2026 19:07
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Buscate torna al centro del processo ‘Hydra’, sul presunto consorzio mafioso nato per fare affari in Lombardia. Nell’ultima udienza fiume in cui ha parlato il pentito Francesco Bellusci, legato alla ‘ndrangheta, è stato citato per la prima volta in assoluto un episodio risalente “nel 2016 o quegli anni lì”.
Bellusci ha raccontato che un giorno si trovava al bar di Giacomo Cristello, condannato a 11 anni e due mesi con rito abbreviato nel processo ‘Hydra’, e Giuseppe Greco, futuro capogruppo di maggioranza a Buscate non indagato ma dimissionario dopo quanto emerso su di lui nelle indagini. In quell’occasione, stando al resoconto, Greco chiese l’intervento di Cristello dopo che il neo eletto sindaco Fabio Merlotti, ancora in carica, era stato minacciato dalla famiglia Barletta, legata alla locale di Lonate Pozzolo.
Questa si era da poco tempo trasferita a Buscate occupando abusivamente un alloggio popolare già abitato illecitamente da altri. Scoppiò quindi la discordia tra le due parti, perciò il sindaco dovette intervenire, ma invano. Intimorito, sempre secondo la testimonianza del pentito, chiese allora tramite Greco l’intervento di Cristello, il quale, in cambio, voleva gestire la fortunata festa della birra cittadina.
Cristello andò dai Barletta proponendo di trovarsi un’altra sistemazione, ma venne deriso e scacciato. L’uomo raccontò quindi l’accaduto al sindaco, che lo ricevette nel suo ufficio. La situazione poi si risolse da sola in qualche giorno: in quelle case popolari scoppiò una sparatoria, uno dei Barletta ferì “un albanese alla gamba” e, per evitare problemi, la famiglia traslocò a Legnano.
Questo racconto è inedito e quindi va ora verificato, ma certo è che ha rappresentato una notizia degna di nota per tutti, dai pm Cerreti e Ferracane alla giudice Balzarotti fino alla società civile.
Bellusci ha poi parlato anche di Gioacchino Amico, referente pentito del clan Senese, dicendo che gli aveva raccontato di avere la tessera di Fratelli d’Italia e che aveva agganciato una parlamentare del partito per accedere ai crediti a fondo perduto messi a disposizione dallo Stato.