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23/06/2026 18:15
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Si deciderà il 22 ottobre il processo d’appello per l’incendio all’ex Eredi Bertè di Mortara del settembre di nove anni fa. L’imputato Vincenzo Bertè, titolare dell’ex fabbrica di rifiuti speciali in via Fermi, ha chiesto e ottenuto il rinvio dell’udienza prevista martedì mattina in Corte d’Appello a Milano. L’ex imprenditore in primo grado era stato condannato a quattro anni per incendio doloso. Bertè è stato ritenuto responsabile di aver appiccato volontariamente il rogo. Per spegnerlo c’erano volute allora diverse ore. Per Bertè è stata disposta anche la pena accessoria di quattro anni di interdizione dall’attività imprenditoriale.
In un altro filone dell’inchiesta, di recente è scesa la pena da sei a quattro anni per i reati di false fatturazioni, riciclaggio e bancarotta fraudolenta, legati all’incendio del 2017 a Mortara. Una pena diminuita grazie a un concordato di pena, vale a dire un accordo con la Procura e poi avvallato dal giudice.
Per i fatti riguardanti il rogo della Eredi Bertè, i legali dell’imprenditore avevano già manifestato l’intenzione di chiedere la continuazione del concordato di pena con la precedente sentenza, una volta passata in giudicato. Devono quindi scadere i termini perché il provvedimento diventi definitivo, dopodiché potrà essere presentata ufficialmente la richiesta di concordato di pena in continuazione.
In accoglimento della richiesta dei difensori di Bertè, il giudice ha quindi rinviato l’udienza al prossimo 22 ottobre. In quella data potrebbe arrivare anche la sentenza del giudice.