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06/07/2026 18:11
Il video riporta fatti di cronaca con finalità esclusivamente informative e giornalistiche, nel rispetto delle persone coinvolte.

Resta in carcere il manager turco accusato di aver gestito un sistema di sfruttamento della manodopera nel cantiere del nuovo Consolato degli Stati Uniti a Milano.
Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare nei confronti di Ulas Demir, fermato nelle scorse settimane all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto a Istanbul. Per i giudici restano gravi gli indizi raccolti nell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, coordinata dai pm Paolo Storari e Mauro Clerici, che ipotizza il reato di caporalato aggravato. Secondo l’accusa, decine di operai indiani sarebbero stati reclutati nel loro Paese pagando fino a cinquemila euro pur di ottenere un posto nel cantiere. Una volta arrivati in Italia avrebbero lavorato per meno di due euro l’ora, in condizioni definite dagli investigatori degradanti.
Chi protestava o chiedeva semplicemente di assentarsi dopo un infortunio sarebbe stato minacciato di perdere il lavoro e di essere rimandato in India. Un quadro che, per la gip Angelica Cardi, assume contorni ancora più gravi proprio per il clima di intimidazione raccontato da numerosi lavoratori.
Nell’inchiesta è finito dietro le sbarre anche Aji Appukuttan, ritenuto dagli investigatori il caporale operativo che avrebbe gestito quotidianamente gli operai nel cantiere. Intanto resta sotto controllo giudiziario anche la divisione italiana della Caddell Construction, la società impegnata nella realizzazione della nuova sede diplomatica americana in piazzale Accursio.