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09/06/2026 18:21
Vale oltre 58 miliardi di euro, dà lavoro a più di 370 mila persone ed è uno dei simboli del Made in Italy nel mondo. Ma per il tessile e l’abbigliamento il 2025 non è stato un anno semplice.
I dati presentati a Milano da Confindustria Moda raccontano infatti un settore che continua a pesare in modo decisivo sull’economia italiana, ma che registra una battuta d’arresto. Il fatturato è sceso del 2,4 per cento rispetto all’anno precedente e anche le esportazioni hanno segnato una lieve flessione.
A incidere sono soprattutto le difficoltà dei mercati internazionali e una domanda che corre meno rispetto agli anni scorsi. Eppure il comparto continua a rappresentare una delle principali forze industriali del Paese, con oltre 37 mila imprese distribuite lungo tutta la filiera. L’Italia resta il primo produttore europeo del settore e da sola realizza circa il 30 per cento della produzione continentale. Francia, Germania e Stati Uniti continuano a essere i principali sbocchi commerciali per le aziende italiane.

Per gli operatori non è il momento degli allarmismi, ma quello delle scelte. Il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati, parla di una trasformazione profonda che sta attraversando l’intera filiera e sottolinea la necessità di una visione comune per accompagnare le transizioni in corso senza disperdere un patrimonio manifatturiero costruito in decenni di esperienza. Innovazione, sostenibilità e apertura verso nuovi mercati vengono indicate come le leve su cui puntare per affrontare una concorrenza sempre più globale e tornare a crescere.