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09/09/2026 16:25
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico

Anche il Bacio più famoso di Brera è pronto a cambiare posto. Perché alla Grande Brera non cambia soltanto il calendario delle mostre: cambiano le sale, gli spazi e, pezzo dopo pezzo, anche il modo di raccontare uno dei musei simbolo di Milano.
Il cuore della nuova stagione saranno i 250 anni dell’Accademia. Prima, a Palazzo Citterio, un viaggio tra i grandi maestri che hanno insegnato a Brera; poi, da novembre, protagonista sarà Francesco Hayez. Nelle sale della Pinacoteca torneranno a dialogare opere dell’Accademia e del museo, ricostruendo il legame tra Brera e l’artista che qui fu prima allievo, poi maestro e infine presidente dell’Accademia.
Un riallestimento destinato a durare circa due anni, con una nuova collocazione anche per il celebre Bacio. E sarà il primo passo di un percorso più ampio per ripensare gradualmente l’esposizione della Pinacoteca e renderla più accessibile.
A ottobre spazio anche ai cento anni degli Amici di Brera, una delle più antiche associazioni di mecenati legate a un museo. Mentre Palazzo Citterio punta sul contemporaneo, da Carlo Maria Mariani a Mario Schifano, fino alle performance digitali di Marina Abramovic.
E Brera cambia anche fuori dalle sale. Proseguono i lavori sulla facciata e sul cortile.
Intanto va avanti la seconda sede dell’Accademia a Scalo Farini: un progetto su un’area da 400mila metri quadrati, dove nel 2027 l’obiettivo è portare circa mille dei quasi cinquemila studenti.
Una macchina culturale che continua dunque ad allargarsi, sostenuta anche dai visitatori: ad agosto i numeri di Pinacoteca e Palazzo Citterio sono stati leggermente superiori allo scorso anno. La sfida adesso è trasformare questa crescita in una Brera sempre più grande, non soltanto nel nome.