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30/09/2026 20:42
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Si aggirerebbe intorno ai 20/30 euro al giorno lo scarto tra la paga che Glovo corrisponde ai propri rider e quella effettiva. Il calcolo è stato effettuato da uno dei ciclofattorini, che ha preferito restare anonimo, presentandolo all’ultima assemblea di categoria chiamata dalla Usb. Il rider ha redatto un lungo e certosino report basato su cinque mesi di lavoro e ha considerato solo la distanza, lasciando quindi da parte i costi dell’elettricità o del carburante. Il percorso calcolato dalla piattaforma che li gestisce risulterebbe inferiore rispetto a quello effettivo segnato dal navigatore, da qui il minore importo.
Il motivo per il quale la Usb ha chiamato l’assemblea è la recente decisione del Gip di Milano di respingere l’istanza di “assunzione di massa” avanzata dal pm Paolo Storari, titolare dell’indagine per caporalato che pende su Foodinho, la società controllata da Glovo in Italia, attualmente in controllo giudiziario. Secondo il giudice, serve cautela, valutare caso per caso e anche misurare l’impatto economico per l’azienda ma anche per i ciclofattorini. La Usb, si appella al Decreto Primo Maggio del governo Meloni, in particolare alla presunzione di subordinazione.
Intanto, continua l’odissea dei rider, spesso costretti a lavorare in condizioni di caldo estremo, come quest’estate, di freddo, di notte o a raggiungere zone remote o pericolose.
Per questo, dopo l’assemblea, i ciclofattorini sono partiti in corteo alla volta della sede di Foodinho, così da far sentire la loro voce direttamente all’azienda.