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18/08/2026 18:39
Approfondimento giornalistico volto a informare e contestualizzare un tema di interesse pubblico.

Insicurezza dilagante, risse continue, paura anche durante le ore del giorno, gang difficili da prendere: una fotografia che porterebbe subito alla mente la città di Milano, se non fosse che questa volta si parla di un comune vicino, a nord, quello di Sesto San Giovanni. Ambiente diverso, densità diversa e anche giunta diversa: il primo cittadino, Roberto Di Stefano, appartiene alla Lega.
Il tema sicurezza è una battaglia storica del centrodestra e negli ultimi anni è diventata terreno fertile di scontri politici. Se si pensa a Milano, infatti, il sindaco Giuseppe Sala è spesso criticato per la gestione del crimine anche a livello nazionale. Perché, in fin dei conti, se una città è insicura parte quel meccanismo di scaricabarile per cui è sempre colpa del primo cittadino.
E Sesto San Giovanni non fa eccezione: residenti, comitati e associazioni stanno sempre più insorgendo contro Di Stefano, portandolo a pubblicare un feroce videomessaggio sul proprio profilo Facebook. Richiamando l’ultimo episodio di rissa a colpi di machete, avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 agosto, il primo cittadino ha elencato i provvedimenti messi in atto dalla giunta in tema di sicurezza, ricordando che non riguarda solo i sindaci.
Sullo sfondo di una Sesto San Giovanni vigilatissima, Di Stefano, richiamando la recente vittoria del No al referendum sulla giustizia, si chiede come mai chi delinque sia arrestato ma poi subito rilasciato. E la domanda la pone a un destinatario specifico, lo Stato Italiano.
Tra l’opposizione, una nota della civica Reinventiamo Sesto ha ricordato il buco nell’organico della Polizia locale nel Comune, aggiungendo che è con personale e organizzazione, e non con la propaganda, che si fa la differenza.