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15/10/2026 16:01
Cresce la voglia di muoversi in bicicletta, ma trovare una bici disponibile, soprattutto quando serve, nelle ore di punta, può diventare una vera sfida.
Il servizio di bike sharing BikeMi registra numeri da record, ma insieme all’aumento degli utilizzi emergono anche i disagi degli utenti: postazioni vuote alla partenza e stalli completamente occupati all’arrivo.
A settembre sono stati superati i 380 mila noleggi mensili, il dato più alto dal 2017. Un successo che conferma il ruolo sempre più importante della bicicletta negli spostamenti quotidiani, ma che mette sotto pressione l’organizzazione del servizio.
Tra i punti più critici c’è la stazione di Cadorna, snodo strategico per i pendolari e i viaggiatori che utilizzano le linee metropolitane M1 e M2.
Qui, raccontano alcuni utenti, trovare una bicicletta nelle prime ore del mattino è diventato sempre più difficile. E quando si arriva a destinazione, il problema può ripresentarsi al contrario: gli stalli sono pieni e non sempre è possibile riconsegnare il proprio mezzo.
I dati confermano inoltre una distribuzione non uniforme del servizio sul territorio.
Secondo il rapporto AMAT relativo al 2025, il maggior numero di noleggi si registra nell’area di San Babila, seguita da zone come Cadorna e Moscova. Il centro concentra quindi una parte importante della domanda, mentre il sistema deve fare i conti con esigenze diverse tra quartieri e fasce orarie.
Nel complesso, rispetto al 2024, il bike sharing milanese è cresciuto del 25% per BikeMi, che mette a disposizione oltre 5.430 biciclette. La media mensile dei noleggi giornalieri è aumentata del 14% e, durante lo sciopero dei trasporti di venerdì scorso, è stato raggiunto un nuovo record, con quasi 19 mila noleggi in un solo giorno.
Annunciato anche un potenziamento del trasferimento delle biciclette tra le diverse stazioni, soprattutto nelle ore di maggiore affluenza, con l’obiettivo di aumentare la disponibilità dei mezzi e garantire più posti liberi per la riconsegna.
La sfida, quindi, non è più soltanto far crescere il bike sharing, ma renderlo davvero affidabile. Perché una bicicletta condivisa è un’alternativa concreta all’auto solo se si trova quando serve e si può lasciare dove si arriva.