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15/06/2026 17:24
Meno asfalto, più alberi e superfici permeabili. È la strategia con cui Milano prova a difendersi da estati sempre più calde e da un clima destinato a cambiare nei prossimi decenni.
Le immagini di via Correnti raccontano già questa trasformazione: dove prima c'erano cemento e pavimentazione continua, oggi trovano spazio aiuole, verde e aree capaci di assorbire l'acqua e ridurre le temperature. Un modello che ora il Comune vuole estendere ad altre 27 zone della città.
Da Lambrate al Monumentale, passando per piazza Nigra, largo Gelsomini, ma anche via Beroldo e via Imbonati-Bovio e via Verga. Nuove porzioni di spazio pubblico saranno depavimentate. In pratica verrà rimosso l'asfalto per fare posto a verde urbano o a superfici drenanti, con l'obiettivo di contrastare le cosiddette isole di calore.
La scelta delle aree non è casuale. Palazzo Marino spiega di aver utilizzato una mappa del rischio caldo costruita incrociando dati satellitari sulle temperature al suolo e indicatori legati alla vulnerabilità della popolazione residente. Un modo per individuare i quartieri più esposti agli effetti delle ondate di calore e dove vivono più persone fragili.
La sfida riguarda soprattutto il futuro. Secondo gli scenari climatici utilizzati dal Comune, entro la fine del secolo a Milano i giorni con temperature superiori ai 35 gradi potrebbero aumentare del 50 per cento, mentre le cosiddette notti tropicali, quelle in cui la temperatura non scende sotto i 20 gradi, potrebbero addirittura triplicare.
Dal 2022 sono già stati trasformati oltre 50 mila metri quadrati di superficie urbana, con circa 20 mila metri quadrati di nuovo verde. Un cambiamento che punta non solo a rendere la città più bella, ma soprattutto più vivibile e resiliente di fronte al caldo che avanza.